Sicurezza sul Lavoro nelle scuole ENGIM il primo passo. Convegno a cura della Scuola di restauro ENGIM
Convegno “Salute e Restauro” promosso dalla Scuola di Restauro della Fondazione Engim Veneto ETS con Il Prato Editore. Il 28 aprile 2026 a Palazzo Chiericati (Vicenza), con Paolo Cremonesi e Leonardo Borgioli. Posti limitati, iscrizioni entro il 26 aprile.
In occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, la Scuola di Restauro della Fondazione Engim Veneto ETS, in collaborazione con Il Prato Editore, promuove il convegno “Salute e Restauro”, un momento di confronto e approfondimento dedicato alla tutela della salute nel settore dei beni culturali.

L'INCONTRO
L’incontro, moderato dalla direttrice della scuola Barbara D’Incau, ha visto la partecipazione di autorevoli voci provenienti dal mondo istituzionale, accademico e tecnico-scientifico. Sono intervenuti Simonetta Crovato, membro del Comitato Direzionale della Fondazione ENGIM Veneto ETS, Ilaria Fantin, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Vicenza, Giovanni Finotto, docente alla Ca’ Foscari Challenge School e Direttore del Master in Scienza e Tecniche della Prevenzione e della Sicurezza HSE, Paolo Cremonesi e Leonardo Borgioli, chimici di riferimento nel panorama italiano del restauro, quest’ultimo anche responsabile dell’ufficio tecnico di CTS Conservation.
A portare il contributo dell’INAIL sono state Emma Incocciati e Raffaella Giovinazzo della Consulenza Tecnica per la Salute e la Sicurezza, insieme a Maria Teresa Settino del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti.
L’evento, aperto a studenti, ex studenti e partner della scuola, ha rappresentato un’occasione preziosa per approfondire un tema centrale: la sicurezza dei lavoratori nel restauro non può e non deve essere considerata secondaria rispetto alla tutela delle opere d’arte. Ogni intervento ha affrontato questo principio declinandolo secondo le specifiche competenze dei relatori, offrendo prospettive complementari e concrete.
Alcuni contributi saranno resi disponibili prossimamente sul canale YouTube della scuola, per consentire una più ampia diffusione dei contenuti emersi durante il convegno.
Un sentito ringraziamento va a tutti i relatori per la qualità degli interventi e per aver condiviso esperienze e conoscenze con la comunità della scuola. Un grazie speciale anche a TVA Vicenza, che ha scelto di documentare e raccontare questo momento, contribuendo a diffondere sul territorio un messaggio fondamentale.
A chiudere idealmente i lavori, il contributo scritto di Padre Antonio Teodoro Lucente, Presidente della Fondazione ENGIM, impossibilitato a essere presente, ma vicino all’iniziativa con parole di grande profondità:
“Il tema della salute e sicurezza nei percorsi di formazione al restauro non è un aspetto accessorio. È un criterio di verità.
Perché il restauro lavora sulla materia viva della storia, ma coinvolge persone vive, corpi esposti, intelligenze in formazione. E dove non si custodisce la persona, si tradisce anche l’opera."
Il restauro non è un lavoro ‘leggero’. Nei laboratori e nei cantieri si maneggiano solventi, polveri sottili, materiali chimici, strumenti taglienti, macchinari; si lavora su ponteggi, in ambienti chiusi, talvolta in condizioni microclimatiche critiche. Il rischio è quotidiano, spesso invisibile e sottovalutato.
Per questo la sicurezza non può essere ridotta a un modulo formativo da firmare. Deve diventare cultura incorporata.
Formare alla sicurezza significa formare alla responsabilità: educare a riconoscere il rischio, a prevederlo, a gestirlo insieme. Nel restauro ogni intervento è unico e richiede discernimento. Imparare a non improvvisare, a non forzare, a non mettere a rischio sé stessi e gli altri è ciò che distingue l’esecuzione di un compito dall’abitare davvero un mestiere.
Il laboratorio è una comunità, non un luogo individuale. La sicurezza non è mai solo personale: un errore diventa collettivo. Servono pratiche chiare, ma soprattutto una cultura condivisa, in cui segnalare un rischio è responsabilità e fermarsi è professionalità.
Non c’è qualità del restauro senza sicurezza. Un intervento tecnicamente impeccabile ma realizzato in condizioni non sicure è un fallimento.
Formare restauratori in ENGIM significa assumere una posizione chiara: la qualità del lavoro si misura anche dalla capacità di custodire la vita. Nei laboratori, nei cantieri, nelle aule: nessuno si deve perdere. La sicurezza non è un vincolo, è una forma concreta di giustizia. È il modo con cui diciamo, nei fatti, che la vita vale più di ogni opera.”
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